Contributi Regione: Incentivi per la patrimonializzazione delle Piccole e Medie Imprese

Incentivi per la patrimonializzazione delle Piccole e Medie Imprese

Data scadenza: 31/01/2021 
Impresa Avviata Nuove Imprese Agricoltura Artigianato Commercio Industria Turismo
Attivo nelle seguenti regioni Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino-Alto Adige Umbria Valle d'Aosta Veneto Tutte le regioni

Descrizione

Incentivi per la patrimonializzazione delle Piccole e Medie Imprese


Interventi ammessi

INCENTIVI PER LA PATRIMONIALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

AL VIA L’AGEVOLAZIONE “PARI PASSU”

 

Partono definitivamente le agevolazioni e gli incentivi per sostenere e la Patrimonalizzazione delle Piccole e Medie Imprese, in altre parole, tutte le misure d'aiuto alle imprese che hanno bisogno di aumentare il proprio capitale per fronteggiare le difficoltà causate dal Covid-19.

Il programma di agevolazioni denominato "Pari Passu" prevede:

  • incentivi sotto forma di credito d’imposta per gli aumenti di capitale effettuati dalle imprese,
  • istituzione del “Fondo Patrimonio PMI” per il co-investimento da parte dello Stato, che potrà contare su una dotazione iniziale di 4 miliardi e che verrà gestito da Invitalia

Le agevolazioni hanno l'obiettivo di rafforzare il sistema industriale e produttivo del Paese nella loro patrimonializzazione.

Le misure sono destinate a società di capitali o cooperative (ad esclusione di quelle che operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo) che abbiano sede legale in Italia, con ricavi compresi fra 5 e 50 milioni di euro, e che abbiano subito una riduzione complessiva dei ricavi nei mesi di marzo e aprile 2020 pari ad almeno il 33% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente e che per questo motivo abbiano deliberato ed eseguito un aumento di capitale, dopo l’entrata in vigore del decreto Rilancio, il 19 maggio 2020, ed entro il 31 dicembre 2020.

Quale tipo di agevolazione è prevista?

È previsto un credito di imposta del 20% della somma investita, con un investimento non superiore ai 2 milioni di euro e partecipazione posseduta fino al 31 dicembre 2023, per i soggetti che effettuano conferimenti in denaro in esecuzione di un aumento di capitale, in una o più società, ed un ulteriore credito pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale stesso.

Il decreto attuativo sul credito d’imposta prevede la presentazione delle istanze all’Agenzia delle Entrate.

Massimali e limitazioni previste

Viene previsto un tetto massimo di spesa pari a 2 miliardi di euro e una preventiva istanza all’Agenzia delle Entrate per il rispetto del limite di spesa.

Incentivi per chi effettua il conferimento

Agli investitori che effettuano conferimenti in denaro è riconosciuto un credito d’imposta pari al 20% della somma.

Sono beneficiari di tale agevolazione le persone fisiche e giuridiche.

Sono escluse banche, assicurazioni, holding e società del gruppo.

Quali sono i requisiti per accedere all'agevolazione?

  • Conferimenti da effettuare entro il 2020 nel limite massimo di 2 milioni di euro a titolo di capitale sociale o riserva da sovrapprezzo;
  • La partecipazione deve essere mantenuta almeno fino a dicembre 2023;
  • E’ previsto il divieto di distribuzione delle riserve fino al 31 dicembre 2023.

Quali sono i benefici per la società conferitaria?

Per la società conferitaria è previsto un credito d’imposta al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, al lordo delle perdite, fino alla concorrenza del 30% dell’aumento di capitale.

Requisiti delle società oggetto del conferimento

Le società oggetto del rafforzamento patrimoniale devono avere i seguenti requisiti:

  • Ricavi, riferiti al gruppo, tra 5 e 50 milioni di euro;
  • Deve trattarsi di società diversa dalle banche, assicurazioni e holding;
  • La società deve avere subito una riduzione dei ricavi a marzo e aprile 2020 rispetto agli stessi periodi del 2019 pari ad almeno il 33% (ricavi riferiti al gruppo).

 

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Ti aspetto per i prossimi aggiornamenti,

Fabio Centurioni.

Dottore in Economia e Amm. delle Imprese



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